Villareggia

Villareggia è un comune del Canavese all’estremo limite della provincia di Torino, al confine con quella di Vercelli, sulla sponda sinistra del Naviglio di Ivrea. Dista 22 Km. da Ivrea, 36 da Vercelli, 3 da Cigliano e da Moncrivello.

Il territorio del comune ha una superficie di ettari 1.100 circa e confina a nord con il territorio di Moncrivello; a sud con quello di Rondissone; ad est con Cigliano; ad ovest con Mazzè, dal quale lo separa la Dora Baltea.

Una Villa Regia

Si pensa che “Villa Regia” come anticamente veniva riportato in antiche carte, potesse essere un latifondo di proprietà reale ottenuto per qualche confisca oppure per una vera e propria riserva concessa al suo territorio e ai suoi abitanti. L’ipotesi è avvalorata dal fatto che Villareggia possedeva il suo castello in cui risiedeva il Signore o l’agente regio. Non è da escludere che potesse essere anche una casa o villa di caccia per il Signore. L’essere costituita di poche case rustiche e forse, e soprattutto, l’essere dominio diretto del Signore, tolse quel territorio dalla storia comune dei paesi vicini.

Compare, come nucleo di qualche importanza, assai tardi, quando gli abitanti dei luoghi vicini, forse per mettersi al sicuro sotto la diretta difesa del Signore, abbandonando le loro abitazioni e si trasferirono dalla collina al piano nei confini dei possedimenti signorili. Dalla sua nascita, Villareggia attraversò un lungo periodo storico caratterizzato da invasioni, dalle numerose guerre avvenute in Canavese, dalle calamità naturali dovute alle intemperie, dalle carestie ed il dilagare di feroci malattie come la peste alternati a momenti di relativa tranquillità.

L’anima rurale

La povertà non scoraggiò gli abitanti, che non abbandonarono questi luoghi nonostante le notevoli difficoltà e condizioni di vita precarie. Verso la fine del 1300, grazie ad accordi presi con la famiglia dei Savoia in cambio di protezione, il paese cominciava ad avere una maggior stabilità amministrativa che col tempo avrebbe poi portato alla nascita di una propria autorità ben distinta dai comuni limitrofi. L’anima del paese è stata da sempre legata alla coltivazione della terra, elemento che ha permesso alla popolazione di sopravvivere anche nei momenti più duri causati da forti grandinate, vento ed estrema siccità.

Da fine 1800 lo sviluppo

L’agricoltura era basata quasi esclusivamente sulla coltivazione di cereali, gelso, uva e noci. Tuttavia le numerose intemperie, la mancanza di riserve d’acqua e canali irrigui adeguati furono un grande ostacolo per la produzione agricola, soprattutto in caso di forte siccità. I raccolti di molte annate furono distrutti ed il paese attraversò momenti di notevole difficoltà.

Le cose cambiarono radicalmente verso la fine del 1800 quando, in collaborazione con i paesi limitrofi si progettò un sistema avanzato di pompe che permisero di portare le acque del fiume Dora e dei canali circostanti sull’altipiano Villareggese in grande quantità. Grazie a numerosi interventi e sistemazioni idrauliche ora Villareggia stava per attraversare un periodo di notevole sviluppo economico e sociale proprio grazie all’agricoltura.

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