Il terreno

Tra 900.000 e 18.000 anni fa, le condizioni climatiche instauratesi nel nord Italia furono tali da favorire lo sviluppo ciclico dei ghiacciai. A più riprese le Alpi furono quasi completamente seppellite da una coltre glaciale che nelle valli principali poteva superare i 1000 m di spessore e dalla quale emergevano solo i rilievi più elevati, così come avviene ancor oggi ad esempio in Alaska.

Il ghiacciaio balteo

I principali ghiacciai del versante meridionale delle Alpi, tra i quali il ghiacciaio balteo, sopravanzarono lo sbocco dalle loro valli spingendosi anche per decine di chilometri nella pianura padano-veneta a formare ampi lobi circondati da un complesso sistema di morene terminali.

Il ghiacciaio balteo, un ghiacciaio vallivo composto pedemontano che percorreva la vallata della Dora Baltea, edificò con le modalità precedentemente illustrate e durante successive pulsazioni, le morene laterali e le cerchie concentriche terminali che costituiscono l’attuale Anfiteatro morenico di Ivrea che si colloca al terzo posto in ordine di dimensione e forse al primo per spettacolarità, fra gli anfiteatri morenici del versante meridionale delle Alpi.

Composizione del terreno

La collina di Villareggia sulla quale anticamente sorgeva il borgo abitato ha avuto origine insieme al rilievo della Serra d’Ivrea da una forte avanzata glaciale tra 730 mila e 130 mila anni fa proprio grazie ai detriti lasciati dal ghiacciaio.

Il terreno è perciò definito “morenico” ovvero caratterizzato dalla presenza di sabbia e di un forte scheletro pietroso composto da ciottoli di diverse dimensioni che lo rendono coltivabile solamente negli strati più superficiali e donano una alta permeabilità ed una bassa ritenzione idrica oltre ad una difficile lavorabilità con macchinari agricoli.

Mezzo metro di profondità

Già oltre i 50 cm di profondità, il terreno risulta molto povero sia di sostanza organica che di elementi primari come azoto fosforo e potassio in favore della presenza ancor maggiore di sabbia e ciottoli.

Nei primi 50 cm invece, il terreno presenta una discreta frazione organica, calcare in tracce, buona presenza di azoto fosforo e potassio, ph 6,5 e salinità nella norma che lo rendono idoneo per la coltivazione di numerose colture.

Metodo di Potatura: viti sane e forti.